Ripristino guaine bituminose

Le guaine bituminose rappresentano senza dubbio una delle tecnologie applicative più utilizzate per l'impermeabilizzazione in spinta positiva delle coperture, dei tetti e delle strutture di fondazione. Sebbene si caratterizzino per un costo limitato e per un'ampia versatilità di utilizzo, le guaine bituminose presentano problemi che, sul lungo periodo, possono compromettere la stessa tenuta impermeabile dello strato con esse realizzato.

Le guaine bituminose infatti hanno una scarsa e limitata resistenza al pedonamento, una bassissima elasticità indipendentemente dalla temperatura dell'ambiente, un deterioramento precoce in caso di esposizione diretta ai raggi UV, in funzione anche della loro inevitabile colorazione nera, che provoca spesso surriscaldamenti dello strato isolante, con conseguente fessurazione o addirittura distacco dal supporto.

Trattandosi di materiali prefabbricati, generalmente forniti in rotoli, risulta inoltre problematico il trattamento delle zone critiche come i raccordi verticale/orizzontale, i giunti di dilatazione, eventuali corpi passanti come camini di areazione o bocchettoni di scarico: in questi casi le guaine vanno modellate, con il rischio, proprio a causa della limitata, se non del tutto nulla, elasticità del materiale, di rotture del materiale, e con un notevole aumento dei tempi di lavorazione.

Un ulteriori problema legato alle guaine bituminose è rappresentato dall'elevata probabilità di errore da parte dell'applicatore: durante la cosiddetta "sfiammatura" del materiale è sufficiente un solo punto in cui la guaina non viene perfettamente stesa per creare una discontinuità dello strato isolante. Discontinuità che rappresenterà inevitabilmente un possibile punto di accesso per l'acqua.

Le guaine bituminose sono inoltre una tipologia di supporto particolarmente critica qualora si voglia intervenire su di esse con differenti tipologie di materiale: la carica di olii e grassi che caratterizza la matrice polimerica delle guaine rende particolarmente difficile l'aggancio, sia chimico che meccanico, di materiali di diversa natura come le resine acriliche o poliuretaniche. Ne consegue che spesso, negli interventi di ristrutturazione, esse debbano essere rimosse integralmente, costringendo le committenze ad affrontare i costi derivanti dal corretto smaltimento delle stesse come rifiuti di categoria speciale.